Where did the future go?

Per realizzare questo video, Alicia si è recata presso la Mars Desert Research Station, Utah, Stati Uniti. Questa stazione di ricerca – nel mezzo del deserto – non solo addestra astronauti ma conduce analisi e collaudi di strumentazioni per la sopravvivenza nello spazio. Alicia ha trascorso un periodo di tempo nella stazione, convivendo con cinque astronauti in condizioni simulate di vita e viaggio nello spazio. Il video, registrato durante l’alba e il tramonto, raccoglie alcuni dei momenti vissuti da Alicia: scene di astronauti al lavoro, allenamenti, camminate, test. Nel video compare anche una donna che cammina con un cartello bianco con la scritta “Where did the future go?” (“Dov’è andato a finire il futuro?”). Un astronauta disperso, in una tuta spaziale russa, ne ripercorre gli stessi scenari con il medesimo cartello. Il video pone l’accento sull’importanza del momento in cui viviamo, ma rimarca anche la nostra incertezza del futuro. Con questo progetto, Alicia Framis sottolinea l’importanza di parole chiave come innovazione, creazione, fallimento e successo. Mentre osserviamo i suoi personaggi, che continuano a vagare, siamo spinti a farci domande sul nostro futuro, quale potrebbe essere e a che cosa potrebbe somigliare.

Alicia Framis

Alicia Framis (Barcellona, 1967) è un’artista che lavora al confine tra architettura, design e moda. La sua ricerca si concentra sul rapporto tra uomo e società contemporanea. Punto di partenza sono dilemmi sociali reali che vengono poi sviluppati in scenari “what if”; l’obiettivo è sviluppare piattaforme per l’interazione con artisti di diversa ispirazione e professionisti di altri settori. Alicia Framis ha studiato alla Barcelona University e all’École de Beaux Arts di Parigi. Ha conseguito un Master all’Institut d’Hautes Etudes di Parigi e alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam. Nei prossimi mesi i suoi lavori saranno esposti al Museum of Modern Art di Arnhem, Olanda (2013), alla Galerie im Taxispalais di Innsbruck, Austria (2013), al Centre for Contemporary Art di Bruges, Belgio (2014)..



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